In uno studio pubblicato di recente, i ricercatori spiegano come siano riusciti a utilizzare un laser per prendere il controllo di assistenti vocali telecomandati.

Google Assistant, Amazon Alexa o Siri, non importa se hai un prodotto lattiero-caseario, poiché tutti questi assistenti possono essere hackerati con il laser. È la sorprendente scoperta fatta da ricercatori dell’Università delle Comunicazioni Elettriche e dell’Università del Michigan in uno studio pubblicato di recente. Puntando un laser lambda disponibile in commercio per una manciata di dollari e accoppiandolo a un amplificatore che costa più di 300 $, i ricercatori sono riusciti ad attivare i comandi degli assistenti vocali a distanza puntando il microfono del dispositivo. Gli smartphone, le televisioni e persino gli altoparlanti connessi sono sensibili a questa tecnologia che può funzionare fino a 100 metri di distanza, anche attraverso le finestre.

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La manipolazione è resa possibile dal funzionamento dei microfoni contenuti nei nostri dispositivi, che “convertono il suono in segnali elettrici e reagiscono anche alla luce diretta su di essi”. Secondo i ricercatori che hanno fatto questa scoperta, il laser consente di costringere il dispositivo a interpretare la luce come se fosse un suono e quindi a eseguire i comandi a distanza.

L’apparente semplicità di questa manipolazione solleva molte domande, in un’epoca in cui la casa connessa è principalmente controllata dalla voce. Tuttavia, il metodo può funzionare solo a determinate condizioni, la più importante delle quali è la vista diretta del dispositivo. I ricercatori hanno contattato i costruttori per informarli della loro scoperta, Google e Amazon hanno indicato che stanno studiando il fenomeno.

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Sì, gli assistenti vocali possono essere hackerati da remoto